Gli infelici cronici

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Infelici

Abitudini degli infelici cronici

Vi siete mai accorti che ci sono persone tendenzialmente infelici? Esse vivono la vita con estrema fatica e ritengono di non essere privilegiati dalla sorte, anzi.
Sulle pagine di Psychology Today, Sonja Lyubomirsky, ricercatrice dell’Università della California, sostiene che: “Il 40 per cento della nostra capacità di esser felici si trova entro il nostro raggio d’azione”.
Se ciò è vero, e lo è, allora c’è speranza per tutti.


Mi piace iniziare questo articolo con una citazione del Nobel Dario Fo

LA VITA È UNA MERAVIGLIOSA OCCASIONE FUGACE DA ACCIUFFARE AL VOLO TUFFANDOSI DENTRO IN ALLEGRA LIBERTÀ.

Ed ora passiamo in rassegna gli

InfeliciAtteggiamenti tipici delle persone infelici

In base a ripetute osservazioni ho potuto costatare che ci sono alcuni atteggiamenti tipici delle persone infelici. Questo approccio negativo alla vita si può correggere solo attraverso un percorso di psicoterapia individuale. La psicoterapia adleriana integrata  fa ritrovare un approccio ottimistico e scoprire il senso della vita. Ma quali sono questi atteggiamenti?

La vita è dura

• Il primo è dare per scontato che la vita è dura. Lamentarsi per le circostanze avverse, e percepirsi come vittima della propria vita.

Diffidenza

• Al secondo posto metterei la diffidenza. La persona infelice in genere presume che dell’estraneo non ci sia da fidarsi, precludendosi così la possibilità di incontrare nuovi stimoli o nuovi amici all’esterno della propria cerchia.

Il bicchiere mezzo vuoto

• Il terzo posto va all’atteggiamento del bicchiere mezzo vuoto. Il vedere ciò che non va nel mondo, nel proprio lavoro ecc. Li vedi lontano un miglio, sono quelli che si lamentano, reagendo ad ogni risvolto positivo con un “sì, però…”.

Invidia

• In quarta posizione vi è l’invidia. Gli infelici ritengono che il benessere del prossimo li depauperi del proprio. Sono convinti che non ce ne sia abbastanza per tutti, e confrontano costantemente la propria fortuna con quella degli altri. Cosa che conduce all’invidia e al risentimento.

Tutto sotto controllo

• Al quinto posto porrei l’atteggiamento di voler tenere ogni cosa sotto controllo. Gli infelici tendono ad amministrare ogni dettaglio, sforzandosi di prevedere ciascuna possibile conseguenza, ma quando poi la vita mette loro i bastoni fra le ruote finiscono col cadere platealmente a pezzi.

Pessimismo

• Al sesto posto vi è il timore e la preoccupazione per il futuro. Gli infelici riempiono lo spazio della loro mente con pensieri su ciò che potrebbe andar male, e non con ciò che potrebbe andare per il verso giusto.

Vivere nel passato

• Infine, ultimo, ma non per importanza, il vivere nel passato, oppure concentrarsi sulla vita degli altri. La gente felice vive nel presente e sogna il futuro. Gli infelici prediligono vivere nel passato. Quanto gli è accaduto, le difficoltà che hanno incontrato: sono questi i loro argomenti preferiti. E quando non hanno più niente da dire, si concentrano sulle vite degli altri, e iniziano a spettegolare.

Rialzati!

Ciò che distingue la gente felice dagli infelici è una pratica quotidiana delle abitudini positive, non il fare tutto in modo perfetto.

  • Ogni tanto, infatti può capitare di cadere in depressione. J. Hillman scrive che “è attraverso la depressione che entriamo nelle profondità, e nelle profondità troviamo l’anima. La depressione è essenziale al senso tragico della vita. Essa inumidisce l’anima arida e asciuga quella troppo umida.”

Ciò che conta è quanto si rimane in ammollo nelle acque della negatività.
Cammina, cadi, rialzati, ripeti daccapo. È il momento in cui ti rialzi a fare la differenza.

 

Comments

  1. Marilena on ottobre 23, 2017 at 5:56 am said:

    Buongiorno, mi sono ritrovata ahimè in 5 dei punti evidenziati, ma sto cercando, da tempo di combattere questa tendenza all’iall’infelicità, Ho 66 anni e, ad esempio, nel pensare al passato, alle difficoltà che ho superato nel tempo, traggo energia e fiducia per il futuro. Come “allenare” i bambini ad un approccio positivo alla vita?

    • Dr Riccardo Battaglia on ottobre 23, 2017 at 7:00 am said:

      Cara Marilena,
      Credo che non ci sia cosa più efficace per insegnare ai giovani la fiducia nella vita che l’esempio.
      Le persone adulte che sanno mettersi in discussione, che accettano di farsi aiutare per continuare a crescere, che capiscono che il cambiamento comincia sempre da sé, non hanno bisogno di indicazioni o strategie per fare sì che i giovani credano nella vita, perché crederanno in loro

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