Di alimentazione sana si può morire. L’ortoressia

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Ortoressia Di alimentazione sana si può morire. L’”ortoressia” : una nuova patologia spesso sottovalutata.

Cari amici, oggi vorrei parlarvi di un fenomeno che nella pratica di Medico psicoterapeuta ad approccio integrato vedo ormai con una certa frequenza.

Nella pratica clinica, infatti, da qualche anno si riscontra una nuova patologia: l’ortoressia.

È una sindrome che può nascondere disagi e conflitti profondi, oltre che un’alterata percezione della propria salute e del proprio corpo.
Deve essere curata quanto prima possibile per evitare conseguenze sulla salute e l’equilibrio psicofisico anche molto gravi.
Solo un Medico psicoterapeuta può aiutare a risolvere il problema.

Tossicodipendenza da cibo sano

La British Dietetic Association sostiene che la “tossicodipendenza” da cibo sano causa una grave malattia detta appunto sindrome ortoressica che rappresenta un problema ormai comune a tante persone, eppure spesso taciuto.

Questa condizione patologica descritta come una fissazione dell’alimentazione rigorosamente sana colpisce sia maschi sia femmine prevalentemente intorno ai 30 anni.

Si vedono sempre più ortoressici rispetto a qualche anno fa, ed è sottile la linea di confine tra coloro che hanno una particolare attenzione alla dieta ed i veri e propri ammalati di ortoressia.

Disordine ossessivo-compulsivo della personalità

Normalmente la persona, indotta da motivazioni alimentari, psicologiche, etiche, supportate spesso da spinte commerciali, inizia ad avere particolare attenzione all’igiene alimentare, ma il fenomeno a un certo punto diventa preoccupante e all’attenzione esagerata alla qualità del cibo inizia gradatamente ad affiancarsi un disordine ossessivo-compulsivo della personalità.
L’ortoressico inizia ad avere un rapporto con il cibo non equilibrato scartando in modo ossessivo il cibo considerato cattivo, controllando ossessivamente le etichette ed escludendo dalla dieta determinati alimenti.

Fattori di rischio

I soggetti più a rischio sono coloro che seguono in modo distorto diete veghiane, rigorosamente vegetariane, macrobiotiche, ecc.

Secondo il seguente test ideato da Steve Bratman, una risposta affermativa a più di quattro domande classifica il soggetto all’inizio della patologia ortoressica, sino a un livello maniacale nel caso di tutte le risposte positive:

1. Spendi più di 3 ore al giorno riflettendo sulla tua alimentazione?
2. Pianifichi i tuoi pasti diversi giorni prima?
3. La possibilità che i cibi che assumi ti facciano ingrassare è sempre più importante del piacere di mangiarli?
4. Lo stato di ansia nella tua vita è aumentata da quando hai riflettuto sulla tua alimentazione?
5. Sei diventato più severo con te stesso nei confronti del tuo comportamento quotidiano e alimentare?
6. La tua autostima aumenta quando ti alimenti in modo corretto?
7. Hai eliminato radicalmente diversi cibi che ti piacevano in favore di cibi più salutari?
8. Ti riesce più difficile mangiare fuori casa, in ristoranti diversi?
9. Ti senti in colpa quando non mangi in modo corretto?
10. Ti senti in pace con te stesso e in pieno controllo quando mangi in modo corretto

Problemi psicologici

Il soggetto ortoressico ricade ripetutamente in una sorta di circolo vizioso nel quale, a fronte di una forte insoddisfazione personale, cerca di ristabilire il proprio ordine e la propria autostima ricercando e attuando regole eccessivamente rigide, che, se trasgredite, comportano un senso di colpa molto forte che porta di riflesso ad inasprire ulteriormente le regole stesse (soprattutto in ambito alimentare), trovando un’apparente realizzazione proprio in quegli aspetti della vita dove le regole vedono il loro maggiore sviluppo (regime alimentare, lavoro, business, competizioni, studio) e tralasciando quasi totalmente la propria sfera privata, personale e affettiva.

Al pari degli altre patologie legate a disordini alimentari anche l’ortoressia rappresenta il sintomo di un disagio profondo di tipo psicologico che deve essere riconosciuto e curato tempestivamente.

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